Giallo/mistero, Raccolta di racconti, Recensione, Soprannaturale

LA VOCE DELL’ACQUA, Stefano Mazzesi

Recensione di “La voce dell’acqua e Il cercatore di bolle”

Autore: Stefano Mazzesi

Casa editrice: Clown Bianco

Genere: mistero, soprannaturale, racconti

Pagine: 85

Prima pubblicazione: 2018

Titolo originale: La voce dell’acqua, Il cercatore di bolle

Gradimento personale: 4/5 ⭐️

Guardo l’orologio; è ancora presto, ma sono a casa da solo e quindi vado in bagno. A fare la doccia, la seconda della giornata. Di solito ne faccio quattro, cinque al giorno. In vita mia non ho mai usato la vasca, odio la vasca, è triste e noiosa. Fare la doccia mi esalta, passerei ore sotto il getto tiepido. In ascolto. Perchè nell’acqua ci sono le voci.

La voce dell’acqua, pag. 9

“La voce dell’acqua” e “Il cercatore di bolle” sono due racconti abbastanza brevi e indipendenti l’uno dall’altro, accomunati solo da un’atmosfera inquieta e soprannaturale.

Il primo, quello che mi è piaciuto maggiormente, è incentrato su Tommaso, un ragazzo di 15 anni inspiegabilmente capace di percepire voci e discussioni altrui attraverso l’acqua. Ho adorato l’atmosfera cupa e trasandata che permeava la vicenda lasciando intendere che, nonostante il lieto fine, in fondo non restava speranza per nessuno dei personaggi. Sebbene l’elemento paranormale sia fondamentale all’interno della vicenda, il vero protagonista del racconto è un omicidio che deve venire risolto, dando alla storia una forte tinta gialla.

Per quanto riguarda il secondo, “Il cercatore di bolle”, mi è piaciuto decisamente di meno sebbene l’abbia comunque apprezzato molto. Il protagonista è Luca, un povero uomo solo e disperato alla ricerca del figlio morto… o meglio, alla ricerca di una bolla che gli permetta di parlare col bambino defunto. Queste cosiddette bolle sono dei misteriosi fenomeni paranormali, una sorta di alterazione climatica che porta un gelo innaturale permettendo ai vivi di mettersi in contatto coi morti.

Sono molti gli elementi che ho apprezzato di questo libro, primo fra tutti lo stile malinconico e cupo capace di plasmare atmosfere e situazioni decisamente inquietanti. Ho apprezzato moltissimo anche il fatto che gli elementi mistici non venissero mai spiegati, ma semplicemente esposti come dati di fatto lasciando un affascinante alone di mistero su questo mondo ambiguo e incomprensibile.

La curiosità c’è, l’inquietudine c’è, la pelle d’oca sulle braccia c’è, tutte le ottime premesse ci sono, ma purtroppo questi racconti non sono riusciti a raggiungere le 5 stelle. Questo perché in entrambe le storie ho avuto quasi l’impressione che l’autore avesse fretta di chiuderle, di terminarle il prima possibile. A parte questi finali abbastanza sbrigativi e che hanno un po’ guastato il gusto dei racconti, consiglio vivamente “La voce dell’acqua e Il cercatore di bolle”, una lettura rapida ma molto d’impatto.

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