Avventura/viaggio, Fantascienza, Recensione

CONGO, Michael Crichton

Recensione di “Congo”

Purtroppo l’edizione che ho letto io è troppo vecchia e non sono riuscita a reperire alcuna foto di essa, così l’ho sostituita con questa

Autore: Michael Crichton

Casa editrice (dell’edizione letta): Garzanti (2006)

Genere: avventura, fantascienza

Pagine: 363

Prima pubblicazione: 1980

Titolo originale: Congo

Gradimento personale: 3,5/5 ⭐️

Spuntò l’alba sulla foresta pluviale del Congo. Il sole pallido bruciò il freddo del mattino e l’umida nebbiolina appiccicosa, rivelando un gigantesco mondo silenzioso.

Congo, pag, 13

Di “Congo” ho sempre sentito parlare tanto e sempre bene, è uno dei romanzi che ha contribuito a edificare tutta una linea narrativa incentrata su avventura, fantascienza e suspence; purtroppo, però, non è stato all’altezza delle mie aspettative (a sua difesa c’è da specificare che erano altissime). Si è trattata certamente di una lettura gradevole, ma nulla di straordinario.

Spesso i romanzi di Crichton fondono saggistica e narrativa creando un’alternanza molto fitta tra finzione e nozionismo scientifico. Infatti sono molte le parentesi che bloccano la narrazione per andare ad approfondire qualche aspetto tecnico mettendo tra parentesi lo svolgiemento dei fatti. Si tratta di una scelta che molti lettori non apprezzano, è una particolarità stilistica che o si ama o si odia, senza vie di mezzo. Personalmente ho gradito molto i vari approfondimenti, sebbene li abbia trovi un poco pesanti verso la conclusione del romanzo, dove avrei preferito maggior azione e adrenalina.

“Congo” è veramente ricco di elementi, forse anche troppi. In meno di 400 pagine abbiamo: una guerra civile, una tribù di cannibali, un fenomeno di spionaggio industriale, una spedizione nella giugna, una scimmia che parla il linguaggio dei segni (Amy), animali feroci, ippopotami territoriali, piogge torrenziali, eruzioni vulcaniche e scimmie grigie super intelligenti pronte ad attaccare qualsiasi esploratore. Tanti, troppi elementi tutti assieme. Certamente questa successione incalzante di avvenimenti crea un ritmo frenetico, ma personalmente non riuscivo a gustarmi un passaggio, una sfida che subito era già finita e si stava per passare a quella dopo.

L’elemento che più mi ha lasciato delusa è stato proprio quello delle scimmie. Ho visto svariate edizioni di questo romanzo e tutte puntavano molto su questi animali, lasciando intendere che fossero loro il nodo centrale del romanzo. Purtroppo così non è stato e quello delle scimmie intelligenti (il probabile anello di congiunzione tra uomo e animale) si è rivelato solo uno dei tanti piccoli nodi andato perso all’interno del romanzo.

In conclusione, la lettura di “Congo” è stata certamente gradevole, ma vi ho visto più potenzialità sprecate che effettivi punti di forza. Comunque mi sento di consigliarne la lettura a chi ha voglia di un romanzo d’avventura semplice ma frizzante.

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