Chiacchiere librose

LA MASCELLA DI CAINO, Torquemada

Parliamo di questo puzzle letterario

Autore: Torquemada (Edward Powys Mathers)

Casa editrice: Mondadori

Genere: libro game/puzzle letterario

Pagine: 100

Prima pubblicazione: 1934

Titolo originale: Cain’s Jawbone

Gradimento personale: sebbene ancora non ci abbia capito nulla, mi è piaciuto molto

Ci sono divertimenti che prendono nome da vicende storiche tragiche e cruente. È assai probabile che il quiz – la gara delle domande a cui è difficile rispondere – debba il nome alla parola “inquisizione”. Invece il tormentone – gag o battuta comica che torna a ripetizione – deriva dal “tormento”, in origine strumento di tortura. Con tutto ciò si ammetterà che occorre un sense of humour particolarissimo per scegliere come pseudonimo il nome del fondatore dell’Inquisizione spagnola (Tomàs de Torquemada, 1420 – 1498).

Dalla prefazione di Stefano Bartezzaghi

Questo articolo non si può propriamente definire una recensione perché, sebbene abbia fisicamente letto tutto il libro, non l’ho assolutamente concluso (non a caso non sarà citato nel wrap up di aprile)… e no, giuro di non essere impazzita. “La mascella di Caino”, infatti, non è un testo di narrativa nel senso classico del termine, ma un puzzle da risolvere.

Il libro racconta di sei omicidi irrisolti e il compito del lettore è, appunto, trovare gli assassini… oltre alle vittime stesse… e oltre all’ordine corretto delle pagine. Sì, avete capito bene: le pagine sono state stampate in ordine casuale e il compito del lettore è tagliarle (come in foto) e ricoporre il testo. Piccolo spoiler: non è assolutamente facile come sembra. I nomi dei personaggi, per fare un esempio, sono citati il meno possibile a favore di un’esplosione di pronomi assolutamente disorientante. Tuttavia, noi italiani possiamo ritenerci “fortunati” (se così si può dire) perché i nostri verbi sono coniugati anche in base al sesso del soggetto che sta agendo e questo ci fornisce un piccolo (microscopico, ma sempre meglio di niene) indizio… il problema resta però tutto ciò che sta attorno a quei verbi.

Inizialmente ero molto sospettosa nei confronti di questo libro, ma poi mi sono lasciata corrompere dall’entusiasmo generale e mi sono buttata pure io in questa piccola avventura. Si tratta certamente di un’esperienza stimolante, ma anche molto impegnativa, per questo motivo ho deciso di lasciare un attimo da parte questo testo e riprenderlo durante l’estate/l’autunno (periodo dell’anno solitamente abbastanza tranquillo per me).

Mi auguro solo che la Mondadori renda pubblico il prima possibile la soluzione del libro perché è abbastanza avvilente lavorare a questo puzzle senza sapere se ciò che si sta facendo sia corretto o meno. Attualmente è in corso una gara a livello nazionale, sempre organizzata da Mondadori, per la risoluzione di questo enigma quindi certamente bisognerà aspettare la sua conclusione per sperare di veder pubblicato il risultato. Tutti i lettore de “La mascella di Caino” possono partecipare e, se volete farlo, vi do un consiglio: non buttate lo scontrino. Io l’ho fatto appena uscita dalla libreria per poi scoprire, leggendo il regolamento a casa, che era essenziale per poter partecipare…

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