Dietro ai libri: scrittura, editoria e mercato

Come nascono i libri? La magia dell’editoria

Sono settimane (e non sto esagerando) che provo a scrivere questo articolo… un articolo abbastanza tecnico per parlare del processo editoriale necessario a trasformare un testo in libro, e mi sto sforzando in ogni modo di renderlo interessante e leggero… Beh, non so se ci sono riuscita o meno, ma sappiate che questo è stato il massimo che sono riuscita a fare 😅

Chiusa questa parentesi (che ha più della richiesta d’aiuto che dell’introduzione) direi che si può procedere con l’articolo vero e proprio alla scoperta di come nascono i libri.

COSA SONO I LIBRI?

I libri non sono un semplice insieme di carta, inchiostro e immaginazione, ma sono il risultato di un processo lungo e significativo, compiuto da diversi professionisti allo scopo di trasformare il manoscritto dell’autore in un libro vero e proprio.

Il libro è una strana trottola che esiste quando è in movimento

Jean-Paul Sartre

Partiamo da principio: cos’è un libro? È un oggetto (fisico o digitale) che trasmette a un lettore le parole di un testo e altri elementi… e sono proprio questi “altri elementi” che ci permettono di definire un libro come tale; parliamo di tutte quelle cose che affiancano e arricchiscono (sia esteticamente che sul piano comunicativo) il testo originario.

Copertina, tipologia di carta, font, eventuali illustrazioni, collana di appartenenza, note d’autore/d’editore/di traduttore, prefazioni, postfazioni, ecc. non sono altro che paratesti, ovvero quei piccoli e magici interventi che trasformano il manoscritto sporco di cenere e maltrattato dalle sorellastre in un libro a tutti gli effetti e pronto per andare al ballo del principe azzurro.

Ma quali sono i passaggi, coi loro rispettivi professionisti, necessari per la creazione di un libro? Adesso vi descriverò brevemente le figure principali.

Come leggeremmo l’Ulysses se non si intitolasse Ulysses?

Gérard Genette

L’EDITORE

Prima di tutto abbiamo il più scontato: l’editore. L’editore è il “capo supremo” della casa editrice e spesso anche suo fondatore. Si tratta della figura che sceglie i libri da pubblicare dando forma così al marchio (il volto, potremmo dire) dell’impresa editoriale.

LA REDAZIONE

Qui abbiamo il cuore pulsante della macchia creatrice di libri: la redazione. Le figure professionali di questo settore sono: caporeddatore, editor, redattore, correttore bozze e traduttore. Detto con estrema sintesi questi sono i professionisti che mettono mano al testo, ma ognuno di loro con un occhio e un compito differente.

L’EDITOR, IL REDATTORE E IL CORRETTORE BOZZE

L’editor è colui che seleziona titoli e autori, fa scouting e talvolta crea progetti da sottoporre ad alcuni autori. Dopo che l’editore ha tracciato la linea, l’editor ha il compito di selezionari titoli che restino fedeli alla traiettoria presa. Tuttavia, bisogna dire che questa figura, essendo molto specifica, è presente per lo più solo nella grandi realtà editoriali.

Poi abbiamo il redattore o copyeditor che è comunemente conosciuto col nome di editor (sebbene sia una figura professionale differente da quella sopraccitata). Il compito del redattore è quello di compiere un lavoro mirato sul testo: scovare gli eventuali buchi di trama, controllare la correttezza del lessico, limare lo stile laddove è più grezzo, assicurarsi che lo sviluppo dei personaggi sia coerente e così via. Il redattore è praticamente la stampella che affianca lo scrittore e lo aiuta nel suo percorso.

La figura del redattore non va confusa con quella del correttore bozze; sebbene queste due professioni possano, a prima vista, apparire simili in realtà svolgono funzioni molto diverse. Il correttore bozze, a differenza del redattore, non interviene sul testo ma si limita a eliminarne i refusi (ovvero tutti quegli errori di battitura e dovuri alla distrazione).

IL CAPOREDATTORE

Il caporedattore è la figura che coordina il lavoro della redazione, che fa da intermediario tra i vari uffici e che, in generale, organizza il lavoro.

IL LETTORE EDITORIALE E LA SUA SCHEDA DI VALUTAZIONE

Il lettore editoriale è una figura solitamente esterna alla redazione, ma ugualmente importante perché aiuta editore ed editor a selezionare i titoli da pubblicare. Il lettore editoriale, però, non ricopre un ruolo decisionale ma di consulenza, si limita a leggere i manoscritti inviati a una casa editrice e a stilare una scheda di valutazione.

Questa scheda contiene elementi biografici sull’autore, la trama del testo, i personaggi, il target di riferimento, un giudizio complessivo sull’opera, i sui suoi punti forti e quelli deboli.

L’UFFICIO GRAFICO

Adesso cambiamo habitat ed esploriamo l’Ufficio grafico; però, premetto che non sono esperta del settore, e quindi non mi dilungherò troppo a riguardo.

In questo ufficio, sorpresa sorpresa, lavorano i grafici. Il loro compito è creare le copertine ed eventuali illustrazioni da inserire nell’edizione e, talvolta, occuparsi anche dell’impaginazione; quando non sono presenti illustrazioni o altri elementi grafici, infatti, è compito del redattore impaginare il testo.

ALTRI UFFICI

Qui andrò un attimo veloce perché dopo aver selezionato il testo, dopo averlo sistemato, illustrato, impaginato e stampato il libro è pronto… o almeno, è pronto in parte. Tutto ciò che avviene dopo la fase di produzione (ovvero la distribuzione e la promozione) è un mondo a parte e meriterebbe un articolo a sé stante, quindi per questione di spazio mi limiterò a fare un accenno veloce a tutti gli altri uffici.

Prima di tutto abbiamo l’Ufficio marketing e commerciale che si occupa del rapporto col distributore (che nella maggior parte dei casi è sempre Messaggerie Libri) e di quello col promotore. Non fate l’errore di sottovalutare questo ufficio perché, senza di esso, il libro non riuscirebbe mai a raggiungere la libreria.

Poi c’è l’Ufficio diritti che si occupa, appunto, della compravendita dei diritti con gli altri Stati.

E infine abbiamo l’Ufficio stampa, quello che si relaziona con la stampa, i social, il pubblico. Insomma, l’ufficio incaricato di mediare ogni tipo di comunicazione col mondo esterno alla casa editrice.

CONCLUSIONE

Così l’articolo giunge al termine, spero che vi sia piaciuto e che sia riuscito a soddisfare qualche vostra curiosità. Mi rendo conto che ci sarebbero state altre mille cose da dire, ma per questioni di spazio ho dovuto sintetizzare in poche righe un mondo incredibilmente complesso e sfaccettato.

In futuro mi piacerebbe scrivere nuovi articoli come questo per approfondire tutti quegli argomenti che non sono riuscita a trattare in questo.

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