Recensione, Romantico

AMORE, ZUCCHERO E CANNELLA, Amy Bratley

Recensione di “Amore, zucchero e cannella”

Autrice: Amy Bratley

Genere: romance

Pagine: 352

Casa editrice: Newton Compton Editori

Prima pubblicazione: 2011

Gradimento personale: ⭐️⭐️⭐️/5

Ho una stupida, sgradevole convinzione, secondo la quale, se riesco a pensare allo scenario peggiore possibile, significa che non si verificherà. Così, se immagino che tutti i miei amici moriranno in un incidente stradale, non succederà.

Amore, zucchero e cannella, pag. 213

Non sono un’amante del rosa… è un genere che vorrei approfondire, ma del quale mi sento ancora un’estranea e, a pensarci bene, credo che questo romanzo non fosse il più adatto per un primo approccio al genere. Dico questo perché le parti che mi sono interessate erano quelle di natura drammatica (dico “drammatica” perché dire “natura pettegolosa” suona poco professionale, ma ne parlerò meglio più avanti), al contrario quelle strettamente romantiche mi hanno davvero annoiata.

“Amore, zucchero e cannella” è la storia di Juliet, una giovane donna che tenta in ogni modo di costruire la sua casa felice assieme al fidanzato… peccato che tutti i suoi tentativi di edificare il proprio angolo sereno e amorevole verranno mandati all’aria da una serie di sfortune. Questo romanzo, in estrema sintesi, è un susseguirsi di tradimenti, relazioni, problemi familiari e piccoli (o grandi) grattacapi casalinghi.

Per terminare questo libro ho impiegato quasi due mesi; il motivo principale erano i miei impegni personali, però anche il romanzo in sé (diciamolo) non mi è venuto troppo in aiuto. Come lettura, complessivamente, non mi è dispiaciuta ma, come ho anticipato anche prima, certi passaggi e accadimenti mi sono parsi insulsi, mosci, poco interessanti. Secondo me, la causa principale di questo problema sono i personaggi: alcuni tracciati con linee talmente tanto sfumate che si perdono nell’anonimato, altri al contrario caratterizzati in maniera così marcata da risultare quasi grotteschi. L’unica che salvo e che ho davvero apprezzato è stata la protagonista.

Ma tornando al discorso iniziale, cosa intendevo per “natura pettegolosa del romanzo”? Intendo dire che questo libro è perfetto per i pettegoli come me, per quei lettori a caccia del tradimento, del dramma, dei personaggi in lacrime o furiosi, degli intrecci amorosi e delle amicizie infrante. Insomma, questo libro è ricco di tutti quei piccoli e quotidiani colpi di scena che fanno impazzire gli amanti del gossip. Questo aspetto è stato, forse, l’unico motivo per cui ho sinceramente apprezzato il libro.

Tolto questo lato pettegoloso, cosa resta? Poco nulla, a mio avviso. Restano personaggi approssimativi, dialoghi non sempre ben strutturati, scene abbastanza casuali, un finale frettoloso e un intreccio che non sempre riesce a mantenere costante l’interesse del lettore.

Altro aspetto che non mi è piaciuto per niente è stato il modo pressapochista e superficiale con cui sono state trattate certe tematiche drammatiche (motivo per cui prima mi sono rifiutata di definire il testo “drammatico”). Le questioni che mi hanno lasciata perplessa sono due: l’alcolismo della protaginista e le molestie/violenze sessuali.

Partiamo dal primo punto: nel corso del romanzo non vengono mai citati i termini “alcolismo/alcolizzata”, eppure la protagonista non fa altro che ubriacarsi o ripetere quanto l’alcool la faccia sentire bene e la aiuti. In sintesi, viene trattata con superficialità e un briciolo di ironia una tematica molto grave. Personalmente non ho apprezzato questa scelta, ma alla fine ci sono anche passata sopra.

Secondo punto: la protagonista viene più volte molestata dal proprio capo tossicodipendente e, verso la fine, viene anche aggredita da lui. Il tutto come si risolve? Il capo viene beccato e filmato durante l’aggressione, lei si licenzia, finalmente trova il lavoro dei suoi sogni e il suo ex capo (nonostante le prove) continua la propria attività felice e indisturbato… nemmeno mezza denuncia. Ok, forse sto esagerando io… alla fine si tratta solo di un romance senza troppe pretese, ma sinceramente non sopporto quando certe tematiche vengono inserite a caso in un romanzo tanto per fare scena.

Per concludere, consiglio questo romanzo? Agli amanti del genere o del bel pettegolezzo (io sono tra i secondi) penso potrebbe piacere, a tutti gli altri… ne dubito… Penso che questo sia un romanzo rosa che lascia il tempo che trova, una lettura abbastanza gradevole ma che non resta impressa a lungo.

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