Horror, Recensione

L’INCUBO DI HILL HOUSE, Shirley Jackson

Recensione di “L’incubo di Hill House”

Autrice: Shirley Jackson

Genere: horror psicologico, fiction gotica

Pagine: 233

Casa editrice: Aldelphi

Prima pubblicazione: 1959

Gradimento personale: ⭐️⭐️⭐️⭐️/5

La casa era abominevole. Rabbrividì e pensò, mentre le parole si affacciavano libere alla sua mente, Hill House è abominevole, è infetta; vattene subito da qui.

L’incubo di Hill House, pag. 36

Appena terminata la lettura ero ammaliata da questo libro, ma più continuavo a rifletterci e a parlarne con gli altri lettori più il mio entusiasmo iniziale diminuiva e veniva via via sostituito da una serie di dubbi rimasti irrisolti. Non fraintendetemi, come lettura mi è piaciuta molto (a tratti non riusciuscivo davvero a staccarmi dalle pagine), ma sotto certi aspetti mi ha lasciata amareggiata.

Conclusa la lettura mi sono ritrovata sola col senso di vuoto che certe tematiche, aperte nel corso del libro e mai concluse, mi avevano lasciato. Non dirò apertamente a quali questioni mi riferisco per non fare spoiler, ma penso che basti leggere il romanzo per accorgersi di quanti misteri vengano lasciati in sospeso

“L’incubo di Hill House” mi ha incuriosita fin dalle prime righe, di una curiosità famelica e incontenibile che però non è mai stata soddisfatta. Capisco che, forse, era negli intenti del romanzo instaurare il tarlo nell’orecchio del lettore di quanto la ragione umana possa essere inadeguata a comprendere accadimenti soprannaturali (i personaggi non colgono i segreti della casa, e noi con loro), ma personalmente non l’ho apprezzata troppo come scelta.

La parola “incubo” è la perfetta sintesi di questo libro perché tutto in esso (trama, stile, voce narrante, ambientazione, personaggi)… assolutamente tutto richiama le atmosfere di un sogno misterioso che, via via, si fa sempre più indistinto, scuro, inquieto. Al lettore viene offerta una realtà onirica.

Lo stile della Jackson è semplicemente divino, fosse solo per quello il romanzo avrebbe raggiunto tranquillamente le cinque stelle per me. Di rado mi capita di imbattermi in autori così abili, così capaci di affascinarmi fin dalle prime sillabe.

Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni si assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni.

L’incubo di Hill House, pag. 9

La storia è una continua attesa di un qualcosa che è sembra sempre in procinto di accadere… e quando finalmente accade, anche se per poco, il lettore non dormirà sogni tranquilli.

Il fulcro della vicenda è Eleanor, la protagonista, con le sue ansie, i suoi dubbi e le sue insicurezze. L’interiorità di questo personaggio emergerà sempre di più fino a inquinare con la sua visione il punto di vista di un narratore che fino a quel momento (o forse no?) è sempre stato affidabile: uno zampillo di petrolio sbocciato nel mezzo di un lago d’acqua dolce.

In conclusione, consiglio questo libro? Se cercate uno scrittore che vi prenda per mano e vi accompagni passo passo fino alla conclusione del romanzo, allora Shirley Jackson non fa per voi. Se invece siete incuriositi dal mistero e affascinati dalle storie di case stregate, allora per voi le porte di Hill House saranno sempre aperte.

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