Dietro ai libri: scrittura, editoria e mercato

“Vendo libri usati perché amo affossare gli scrittori” e altri falsi miti legati a questo mercato

Sul mercato dei libri usati ho sentito dire molte cose… per lo più assurde e illogiche, quindi mi è venuta voglia di scrivere un articolo per offrire il mio punto di vista sulla questione e magari anche per smontare alcuni dei luoghi comuni che ruotano attorno a questa realtà.

Quindi direi di iniziare questo articolo risponendo a una domanda: perché preferisco acquistare libri usati invece che nuovi?

I vataggi economici dell’usato

Prima di tutto li preferisco, banalmente, per una questione economica. Spesso nel mercato dell’usato (soprattutto online) si possono trovare libri come nuovi o con pochissimi difetti a meno della metà del prezzo originale.

Avevo già scritto un articolo a parte sulla questione dove raccontavo della mia esperienza su Vinted e di quanto avessi risparmiato acquistando libri usati.

Il fetish dei “libri brutti”

Quindi la qualità materiale del libro è ottima… ma quella contenutistica? In più di un’occasione ho sentito dire che nel mercato dell’usato ci sono solo “libri brutti”

Ecco, quest’affermazione è abbastanza facile da smentire, prima di tutto perché (fortunatamente) non esiste un gusto unico e universale e di conseguenza non può esistere nemmeno un mercato composto unicamente da libri “brutti”. Detto molto banalmente: ciò non è piaciuto a un lettore può tranquillamente piacere a un altro.

Inoltre, se effettivamente fosse vero che l’usato offre solo testi di scarsa qualità, il mercato stesso avrebbe cessato di esistere già da tempo; chi mai vorrebbe spendere i proprio soldi per dei pessimi libri?

Sminuire sia il libro che il suo autore: un falso mito

Chiarito ciò, può sorgere spontaneo domandarsi: se non c’entra la qualità, perché un lettore dovrebbe vendere un libro? Questa è una domanda molto interessante perché in passato sono stata accusata di sminuire il libro e il suo autore solo perché (dopo averlo acquistato legalmente, specifichiamolo) lo rivendevo…

Quindi, perché mai un lettore dovrebbe mettere in vendita un libro? Forse per il semplice gusto di distruggere la carriera a qualche scrittore… oppure perché non si ha più spazio in casa, o magari si è acquistata una nuova edizione del medesimo romanzo, o forse si è trattato di un regalo non gradito, oppure si è cambiato gusto nel corso del tempo… o ancora per molte altre numerose ragioni che vanno oltre il libro in sé.

Detto in parole estremamente povere: non vengono venduti soltanto i romanzi che non sono piaciuti. Di conseguenza non ha nemmeno senso dire che, rivendendo un libro, lo si va a sminuire.

Personalmente io ho poco spazio nella mia libreria e sono una lettrice che non rilegge mai (se non di rado) i propri libri, quindi mi sembra uno spreco tenere un bella storia a prendere polvere in casa mia… tanto vale mettera in vendita, tirare su qualche soldino e dare a qualche altro lettore la possibilità di leggere quel volume a pochi euro.

Rubare i guadagni allo scrittore: un altro falso mito

Trovo particolarmente divertente chi dice che il mercato dell’usato danneggia gli scrittori che, per colpa di questa rivendita, non guadagnano coi diritti d’autore… perché mi fa tanto ridere? Perché un autore guadagna dal 5 al 10% sul prezzo di copertina di ogni suo volume venduto (il distrubutore prende fino al 70% e il resto viene spartito tra casa editrice e libraio): lo scrittore prende una miseria.

Con un così misero guadagno è ovvio che l’autore arranca (con o senza la rivendita dei suoi libri), io stessa lo sto vivendo sulla mia pelle. Trovo estremamente ridicolo andare ad accusare il mercato degli usati di essere la causa della povertà degli autori (soprattutto emergenti) quando il vero problema sta alla base di come il sistema economico svaluta il lavoro stesso dello scrittore.

Inoltre, spesso ci si dimentica che pure le biblioteche “rubano soldi” agli scrittori prestando gratuitamente libri ai cittadini. E adesso che ho lanciato questa pietra, aspetto che insorga la sanguinaria rivoluzione contro tutte le bibblioteche del mondo.

Cosa danneggia davvero gli autori?

Quando un lettore acquista legalmente una copia cartacea né l’autore né la casa editrice possono più imporgli vincoli sul come trattare/cosa fare di quella copia; questo non sono io a dirlo, c’è proprio una leggere che tratta la questione. Forse sarà stupido specificarlo, ma nel dubbio lo faccio ugualmente: rivendere un libro, così come prestarlo, non è paragonabile alla pirateria.

Oltre alla svalutazione della scrittura da parte del sistema economico, un altro immenso problema è proprio la pirateria. Mentre il prestito o l’usato sono un “mercato stampella” che non può esistere senza che prima sia avvenuto un acquisto legale (da parte di una biblioteca o di un singolo), la pirateria si sostituisce di netto all’acquisto legale del libro andado a penalizzare, oltre all’autore, l’intero sistema editoriale (che già di suo non se la passa benissimo).

I vantaggi dell’usato offerti ai lettori e agli emergenti

Al contratio di ciò che dicono molti, penso che i libri usati siano un ottimo modo per sperimentare senza rischi: conoscere nuovi generi e autori spendendo solo pochi euro. Questa sistuazione, secondo me, è particolarmente vantaggiosa per gli emergenti, infatti sono pochi i lettori che spenderebbero 15 euro o più per uno scrittore agli inizi della propria carriera… ma se quello stesso testo è offerto a 3/4 euro si è più propensi a dargli una possibilità.

Personalmente trovo che quello dell’usato sia una sorta di “zona neutra” poiché non c’è l’intervento di un libraio che dispone i prodotti sugli scaffali dando maggior rilievo ai libri di successo piuttosto che ad altri meno conosciuti. Tutti gli autori, i generi e i vari volumi vengono più o meno trattati allo stesso modo e, soprattutto, a prezzi quasi identici.

In conclusione

In conclusione mi auguro che questo articolo (un po’ più polemico e decisamente più lungo rispetto al solito) vi sia piaciuto espero davvero di poterne scriverne altri come questi in futuro… a tal proprisito, resto aperta a ogni suggerimento per il prossimo articolo!

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