Libro per ragazzi, Recensione

KITCHEN, Banana Yoshimoto

Recensione di “Kitchen”

Autrice: Banana Yoshimoto

Genere: narrativa per ragazzi

Pagine: 148

Casa editrice: Feltrinelli

Prima pubblicazione: 1988

Gradimento personale: ⭐️⭐️⭐️⭐️/5

La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si succedono a deciderla naturalmente.

Plenilunio (Kitchen 2), pag. 98

“Kitchen” è il libro d’esordio dell’autrice Banana Yoshimoto ed è suddiviso in tre blocchi: Kitchen, Plenilunio (Kitchen 2) e Moonlight shadow. L’elemento che collega tra di loro questi romanzi brevi è la morte di una persona cara e il senso di solitudine e smarrimento che attanaglia coloro che continuano a vivere.

Questo libro mi è piaciuto nel suo complesso, ma ho apprezzato particolarmente “Moonlight shadow”: la vivida descrizione della perdita si fonde a un alone di realismo magico creando una narrazione tanto oscura e angosciante quanto affascinante. Questa seconda storia mi ha lasciata impressa nelle pelle un senso di sconforto vivido, atroce, eppure sono riuscita a intravvedere una speranza, una luce in fondo a tutto questo tunnel di sofferenza e autodistruzione.

Se il secondo romanzo breve mi ha piacevolemente colpita, il primo (Kitchen e Plenilunio) sotto certi aspetti mi ha lasciata abbastanza delusa… Non fraintendete, mi sono piaciuti anche questi primi due blocchi ma le mie aspettative per questo libro erano talmente tanto alte che, seppur lo abbia apprezzato, non è riuscito a soddisfarle del tutto.

In certi punti ho trovato la narrazione manchevole e non sono riuscita a comprendere le reazioni di alcuni personaggio o le relazioni sviluppatesi tra altri ancora. Diciamo che è un bel libro, ma che a tratti lascia la bocca ancora assetata di dettagli e chiarimenti; secondo me erano necessarie alcune pagine aggiuntive per delineare meglio certi aspetti della trama e dei personaggi.

Per concludere, vorrei parlare un attimo anche dello stile dell’autrice: mi ha veramente colpita e l’ho trovato originale e ricco di personalità. La penna di Yoshimoto è affascinante, a tratti onirica e capace di proiettare il lettore in un sogno che manitiene soltanto le stesse vaghe sfumature del mondo reale. Per questo motivo, sebbene il libro sia per i lettori più giovani, secondo me può essere assolutamente goduto anche da quelli più in età.

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