Recensione

STAI ZITTA, Michela Murgia

Recensione di “Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più”

Autrice: Michela Murgia

Genere: saggio, studi culturali e sociali, studi sui generi

Pagine: 112

Casa editrice: Einaudi

Prima pubblicazione: 2021

Gradimento personale: ⭐️⭐️⭐️⭐️,5/5

Sottovalutare i nomi delle cose è l’errore peggiore di questo nostro tempo, che vive molte tragedie, ma soprattutto vive quella semantica, che è una tragedia etica.

Stai zitta, pag. 111

“Le donne sono meno competenti”, “brava e pure mamma”, “spaventi gli uomini”, “sei una donna con le palle”, “non è roba da donne”, “era solo un complimento”… Queste sono solo alcune delle frasi appartenenti al parlato quotidiano (che spesso si usano senza capire il loro vero significato) prese in analisi e smontate da Murgia virgola dopo virgola.

La penna di Murgia è graffiante, l’autrice ha una scrittura accattivante e cristallina capace di rendere accessibili a tutti tematiche molto complesse e incredibilmente sfaccettate. “Stai zitta” è un libro che va a snocciolare la tematica particolarmente insidiosa del sessismo linguistico offrendo al lettore numerosi esempi concreti su quanto certe frasi siano tutt’altro che innocue.

I tentativi di ammutolimento di una donna verificatisi sui media italiani negli ultimi anni sono numerosi, ma tutti dimostrano la stessa cosa: la pratica dello “Stai zitta” non è solo maleducata, ma sopprattutto sessista, perché unilaterale; invano cerchereste una donna che abbia pubblicamente tentato di imporre il silenzio a un uomo, nemmeno in contesti molto alterati.

Stai zitta, pag. 7

Devo essere sincera, secondo me 112 pagine sono un po’ strette per affrontare un tema così vasto e a tratti ho davvero sentito il bisogno di un maggiore approfondimento. Ma, nonostante questo appunto, il libro mi è piaciuto davvero molto e trovo sia ottimo per chi voglia tentare un primo approccio agli argomenti trattati o ai libri di Murgia in generale.

“Stai zitta” è solo il secondo libro che leggo di quest’autrice (dopo “Morgana, storie di ragazze che tua madre non approverebbe”) e anche questo, come il primo, mi ha lasciato profondamente scossa (sia in senso positivo che negativo). I libri di Murgia sono destabilizzanti e spesso aprono gli occhi su tematiche crude e ingiuste, e grazie a lei si prende consapevolezza di esse con amarezza.

Tutte le donne che a un certo punto della vita hanno scelto il femminismo come pratica di giustizia sanno benissimo che la prima battaglia l’hanno dovuta combattere contro i propri stessi condizionamenti e che quella lotta con il proprio lato oscuro forse non sarà mai del tutto conclusa.

Stai zitta, pag. 72

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