Narrativa, Recensione

LA DONNA DEGLI ALBERI, Lorenzo Marrone

Recensione di “La donna degli alberi”

Autore: Lorenzo Marrone

Genere: narrativa contemporanea italiana

Pagine: 217

Lettura interrotta dopo 80 pagine

Casa editrice: Feltrinelli

Prima pubblicazione: 2020

Gradimento personale (relativo alle pagine lette): ⭐️⭐️⭐️,5/5

L’immobilità della montagna è apparente, è tutto un eterno fluire, un incessante movimento, la Valle si adatta al freddo che arriva, la vita muta per non soccombere.

La donna degli alberi, pag. 24

Premetto che non ritengo “La donna degli alberi” un brutto libro, infatti ho visto in esso numerose qualità… tuttavia si tratta di una lettura decisamente non adatta a me ed è questo il motivo per cui (a malincuore, tutto sommato) l’ho abbandonata poco prima di raggiungere la metà.

L’aspetto che più mi ha delusa è stato il fatto che questo libro non ha una vera e propria trama: è un semplice susseguirsi di descrizioni intervallate da qualche azione. La storia raccontata è quella di una donna (della quale non conosciamo il nome) che decide di abbandonare la sua vecchia vita piena di stress e caos per trovare conforto nella casa in montagna di quando era bambina. Giunta a destinazione, in questo paradiso isolato e boscoso… non succede nulla, essenzialmente. Conosce altri eremiti delle montagne come lei, fa amicizia con qualche animale selvatico, ma alla fine sono le descrizioni a dominare su ogni altro aspetto del romanzo.

Ed ecco il perchè ho associato questo libro a una fotografia che ritrae il panorama montano, perchè è decisamente l’aspetto che predomina. Ne “La donna degli alberi” è l’interiorità della protagonista che regna e che filtra la realtà, osserviamo il mondo tramite i suoi occhi coinvolti in questa specie di incanto quasi fiabesco.

Sotto certi aspetti, questo libro mi ha ricordato “Il vecchio e il mare” o “I racconti di Nick Adams”, entrambi di Ernest Hemingway, per il profondo rapporto che si instaura tra uomo e natura. Quelle naturalistiche sono letture che solitamente apprezzo e mi affascinano, ma l’assenza di una trama ha penalizzato moltissimo “La donna degli alberi” trasformandolo a tratti in una lettura soporifera. Confesso, però, che se questo libro non mi fosse stato prestato lo avrei tenuto da parte per dargli una seconda possibilità in futuro.

Per quanto riguarda lo stile, quello di Marrone è decisamente poetico e astratto; nulla è lasciato alla banalità e tutto, anche il passaggio più esiguo, è arricchito da metafore. Anche qui mi ritrovo a dire che solitamente apprezzo simili stili… ma non in questo caso. Ho trovato lo stile di Marrone un po’ come il miele: dolce, poetico, incantevole, una delizia per il palato, ma che ti dà la nausea dopo la quinta cucchiaiata. Come per le descrizioni/trama del libro, anche qui vi ho visto un eccesso che alla lunga ha sciupato le ottime potenzialità del romanzo.

Concluderei dicendo che, secondo me, questo libro è perfetto per chi, oberato dallo stress quotidiano, ha bisogno di rinfrescarsi la mente con la frizzante aria di montagna. Al contrario, sconsiglio vivamente questa lettura a chi (come me) cerca libri un poco più movimentati.

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